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L'ORGANO

La chiesa del Convento di S.Antonio in Salandra, edificata nel 1542, ospita un organo di inestimabile valore storico-artistico.
Collocato sulla cantoria posta sulla porta maggiore, l'organo è racchiuso in una pregevole cassa di risonanza a struttura tipicamente cinquecentesca, con prospetto a cinque campate e ad organetti morti. La cassa, finemente intagliata, dorata e dipinta con motivi e colori analoghi a quelli della cantoria, è divisa orizzontalmente e verticalmente a mezzo di liste in riquadri decorati a motivi geometrici, entro cui sono allogate le canne. Nei due riquadri laterali è riprodotto lo stemma dei Revertera, signori di Salandra, formato da tre tondi intervallati da due fasce. In alto la cassa è delimitata da un architrave ornato con motivi arabeschi e sormontato da un cornicione su cui vi è l'iscrizione lacunosa "...US MEUM LEV..."; al centro dell'architrave, nel cartiglio posto sulla testa di un mascherone, è incisa la data 1570, visibile anche sulla parte alta delle due paraste laterali. L'organo, che poggia su una base con volute laterali anch'essa decorata a motivi floreali e con al centro l'immagine di Dio Padre, è di pregevole qualità e tra i più antichi d'Italia che si conoscano con data certa.
Dott.ssa Maria FRANCIONE
Direttrice dei lavori di restauro


L'organo restaurato è stato presentato alla cittadinanza salandrese con un concerto inaugurale che si è tenuto presso la chiesa del Convento di S.Antonio domenica 6 Dicembre 1998.
Il concerto è stato eseguito dal Maestro Organista Liuwe TAMMINGA.

Specifiche dell'organo
L'organo presenta una cassa di risonanza con facciata a cinque campate secondo gli schemi classici dell'organaria rinascimentale.
Le canne di mostra comprendono quasi per intero il registro del Principale. Il secondo e il quarto campo sono sormontati da "organetti morti".
Tastiera di 45 tasti con prima ottava scavezza, con tasti diatonici ricoperti in osso con frontalino in liste affiancate di palissandro/bosso/palissandro e cromatici in ebano con inserto longitudinale in osso. Manufatto probabilmente inserito nel diciottesimo secolo a sostituzione della precedente tastiera di estensione diversa.

Pedaliera a leggio di 8 tasti.

Registri comandati da pomelli in ottone tornito, disposti su file verticali al lato destro della tastiera secondo la seguente disposizione:

Voce umana  Principale
Flauto in XV  Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
Tiratutti

Zampogne (due canne) su somierino a parte.
Tiratutti a pomello con duplicazione del comando mediante pedaloni lignei.
Voce umana a partire dal Do3.
Somiere maestro a tiro, in noce, diviso in due sezioni con 9 stecche per il comando dei registri, riunite al centro mediante graffe di ferro battuto. Successione, a partire dalla facciata: Principale; Voce Umana; Ottava, Flauto in XV, XV; XIX; XXII; XXVI; XXIX.
Crivello in legno.
Somiere della Basseria posto sul retro, con nove canne di legno dell'ordine di 16 piedi aperte, costruite in legno di cipresso. L'estensione eccede quella della pedaliera e la nona canna (Do2) è azionabile unicamente dalla tastiera.
Manticeria composta da tre mantici a libro con azionamento manuale mediante stanghe, affiancati a pavimento e posti al lato sinistro della
cassa.
Elettroventilatore con valvola.
Accordatura secondo il temperamento del tono medio. Corista: La= 405,5 Hz, rilevata alla temperatura ambiente di 26,5° C e con un tasso di
umidità atmosferica del 56%. Pressione d'aria di 45 mm. alla colonna d'acqua.

Lavori di restauro
Lo studio, compiuto sullo strumento durante i lavori di restauro, ha permesso di individuare un consistente intervento modificatore avvenuto con tutta probabilità nel corso del secolo diciottesimo, che ha interessato la rielaborazione della tastiera, il rifacimento del somiere maestro e
l'introduzione delle canne del Pedale, collocate di retro all'esterno della cassa. Molti elementi originali tuttavia sopravvivono: oltre alla cassa di
risonanza, la meccanica del manuale (tavola di riduzione), elementi della meccanica di azionamento dei registri, con probabilità i mantici a libro, i cui ripiani sono costruiti in unico pezzo con tavole di castagno di eccezionale larghezza. E soprattutto gli elementi che maggiormanete
caratterizzano lo strumento, ovvero le canne, sia della facciata che d'interno, sono con certezza ascrivibili all'impianto originario.
Una paziente opera di ricerca ha infatti evidenziato le antiche segnature alle canne e ha permesso la ricollocazione di ciascuna in posizione propria, eliminando così le alterazioni compiute in epoche successive.

I lavori di restauro sono stati finanziati dalla Soprintendenza per i beni Artistici e Storici della Basilicata.
Il restauro è stato eseguito dalla Famiglia Artigiana Fratelli Ruffatti di Padova.
Il restauro della cantoria è opera di Emanuele Mancini.

Il concerto
Alcuni dei brani eseguiti durante il concerto inaugurale sono stati inseriti in un CD edito da Accent Records e distribuito da Jupiter.
Distribuzione (Tel.0323-840669),
Titolo: "A musical journey in the provinces of the Kingdom of Naples"
codice "ACCENT ACC21147".



Liuwe TAMMINGA
Nato in Frisia (Olanda), ha studiato organo e composizione al Conservatorio di Musica di Groninga, conseguendo il diploma finale con attestato di distinzione. E' vissuto tre anni a Parigi, dove ha studiato con Jean Langlais e Andrè Isoir, ottenendo il "Premier Prix" per l'interpretazione, il "Second Prix" per l'improvvisazione e il "Prix d'Excellence". Nel 1980 ha vinto il concorso d'improvvisazione d'Olanda.

Vive a Bologna dove si è specializzato sulla letteratura italiana per organo con Luigi Ferdinando Tagliavini. In seguito al restauro degli storici organi di San Petronio è stato nominato organista della Basilica. In questa sede ha registrato, assieme al Maestro Tagliavini, diversi compact disc dedicati ad autori fiamminghi ed italiani che hanno ottenuto premi internazionali.

Liuwe TAMMINGA suona regolarmente con l'Orchestra del Settecento diretta da Franz Brüggen, il Concerto Palatino e la Cappella Musicale di S.Petronio; con tali formazioni ha registrato numerosi dischi per le case discografiche Philips, Tactus e Bongiovanni; dal 1996 incide per l'etichetta Accent. Ha inoltre effettuato registrazioni per la radio francese, belga, olandese, svizzera, danese, finlandese e per la RAI.


La sua intensa attività concertistica l'ha portato in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.
Giovanni Maria Trabaci musico & l'organo rinascimentale di Salandra
10 luglio 2015
Nell'ambito delle iniziative culturali estive promosse dal Polo Museale Regionale della Basilicata –  nella Chiesa di Sant'Antonio di Salandra (Mt) concerto del M° Francesco Cera che eseguirà brani di Giovanni Maria Trabaci [Montepeloso, 1575 - Napoli, 31 dicembre 1647]

(fonte)


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