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PATRIMONIO PITTORICO

MADONNA COL BAMBINO, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Su fondo scuro campeggia la Madonna a mezzo busto, di tre quarti, con tunica rosa e velo iridescente sul capo. Ella sostiene con entrambe le mani il bimbo biondo, avvolto in un ampio lenzuolo. La fonte luminosa è frontale rispetto alla figura.

Il dipinto si rivela degno del massimo interesse.
Collocabile cronologicamente all’inizio del XVII secolo, si inserisce nell’area di diffusione in Puglia della pittura di Lorenzo Lotto e del Savoldo: in particolare, gli effetti luministici ottenuti attraverso l’impiego di una fonte luminosa frontale rispetto alla figura ricorda soluzioni analoghe del Lotto (più, specificamente, la Natività di Lorenzo Lotto).
SANTO VESCOVO, sec. XVII
Ignoto pittore lucano
Olio su tela cm 100X75
Il Santo Vescovo è collocato di profilo, il viso rivolto al cielo con espressione estatica. Indossa cotta bianca, priviale e mitra rosa. Nella mano destra reca il pastorale, con la sinistra mostra un ibro su cui si intravedono caratteri greci.

Il dipinto fa parte di un ciclo, di identiche dimensioni e attribuibile con tutta probabilità ad una stessa mano (anche se vi si notano dislivelli di qualità), che orna le pareti interne della chiesa di S. Antonio. In questo caso ci troviamo dinanzi ad uno degli esempi migliori, anche se purtroppo se ne devono lamentare le cattive condizioni di conservazione.
SANT' ANTONIO ABATE, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Sul fondo scuro spicca il volto illuminato di San Antonio Abate, dai radi capelli e dalla lunga barba bianca. Raffigurato a mezzo busto, indossa un saio francescano, di cui si intravedono le sottomaniche seriche: nella sinistra stringe il bordone cui è fissata la campanella; con la destra sostiene un volume aperto, dalle pagine del quale si sprigiona una fiamma.

Dipinto di notevole qualità, facente parte di un ciclo, di identiche dimensioni e attribuibile alla stessa mano, che orna le pareti interne della chiesa. Di esso questo dipinto è senz’altro l’ esemplare di qualità più alta, legato alle ricerche luministiche napoletane dei primi decenni del ‘600, stimolate dal soggiorno a Napoli di Michelangelo Merisi da Caravaggio.
MADONNA DEL LATTE, sec. XVII
Ignoto pittore napoletano
Olio su tela cm 96X74
Su uno sfondo oscuro la Vergine, raffigurata a mezzo busto, regge leggermente con la mano sinistra il Bambino nudo, mentre con la destra gli porge il seno.

Cornice originale tarlata.

Il dipinto, di ottimo livello, è ascrivibile ad ignoto pittore napoletano gravitante nell’area di Francesco Guarino, grande personalità di artista attivo a Napoli e in Puglia. Un attento restauro del dipinto, dalla superficie crettata e ricoperta da una densa patina, permetterebbe peraltro una migliore lettura dello stesso.
SANTO VESCOVO, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Il Vescovo, in cotta bianca, piviale mitra giallini, ha il viso (completamente illeggibile) volto di profilo. Ha la mano destra accostata al petto, mentre con la sinistra regge un volume su cui poggiano due ampolle.

Il dipinto fa parte di un ciclo, di dimensioni identiche e attribuibile alla stessa mano, che decora le pareti interne della chiesa. Esso è difficilmente giudicabile dal punto di vista qualitativo, date le mediocri condizioni di conservazione.
IMMACOLATA CONCEZIONE, sec. XVII
Ignoto pittore lucano
Olio su tela cm 97X70
Su un fondo grigio-oro si staglia l’immagine della Vergine, poggiante su un globo sormontato da falce e serpente. La Vergine indossa una tunica rosa, manto azzurro e velo cinerino e regge con entrambe le mani il Bambino semiavvolto da un lenzuolo, con croce nella destra. Tutto intorno, cherubini volanti; in alto, due di essi incoronano la Vergine.

Il dipinto, di cui si lamentano le precarie condizioni di conservazione, è opera di un anonimo pittore lucano, di discrete capacità anche se non esente da errori di forma (si noti, in particolare, il corpo piuttosto tozzo della Vergine), che lavora su cartoni di maestri napoletani. Buona la resa cromatica, preziosa nelle iridescenze grigio-oro del fondo.
SAN VITO, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
San Vito, d’aspetto giovanile, è raffigurato a mezzo busto; indossa un abito rinascimentale color verde e un manto color senape. Con la destra mostra la palma del martirio, con la sinistra il collare a catena dei due cani pezzati, accovacciati alla sua sinistra.

Il dipinto, di discreta fattura, fa parte di un ciclo di identiche dimensioni e attribuibile alla mano di uno stesso, ignoto maestro. Cronologicamente, si situa nella prima metà del XVII secolo.
SANTO FRANCESCANO NON IDENTIFICATO, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Il Santo francescano, raffigurato giovane e imberbe, è collocato di tre quarti. Con la mano sinistra regge un bastone, con la destra un pannicello grigiastro. In atteggiamento estatico, ha il viso rivolto al cielo.

Il dipinto, di non eccelsa fattura, fa parte di un ciclo delle stesse dimensioni e attribuibile ad un’identica mano, che decora entrambe le pareti
interne della chiesa. Esso è collocabile cronologicamente alla prima metà del XVII secolo.
SAN GIOVANNI BATTISTA, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Su uno sfondo di paesaggio campeggia la figura di San Giovanni Battista, in aspetto di giovinetto. Seduto, ha il torace nudo e l’addome avvolto da un drappo rosso. Con la destra accarezza un agnello che poggia le zampe sulle sue ginocchia, con la sinistra regge un bastone su cui è avvolto un cartiglio.

Sul cartiglio fissato al sommo del bastone: ECCE AGNUS DEI.

Il dipinto, di discreta qualità, è opera di un ignoto pittore napoletano tributario della corrente classicistica e accademica del ‘600 napoletano. Buoni alcuni brani, come il volto pensoso del San Giovannino, modellato da ombre corpose.
SAN NICOLA DA BARI, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
San Nicola, con lunga barba bianca, è raffigurato a mezzo busto: indossa cotta bianca, piviale laminato in argento, mitra dorata, stola serica. Con la mano sinistra regge un libro, su cui poggiano le tre palle, suo tradizionale attributo iconografico, e il suo pastorale; con la destra fa l’ atto di benedire.

Il dipinto, di discreta qualità, fa parte di un ciclo, di identiche dimensioni e attribuibile alla stessa mano, che orna le pareti interne della chiesa. Collocabile cronologicamente al XVII secolo, è di ascendenza napoletana.
SAN LEONARDO, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Il santo è raffigurato d’aspetto giovanile, imberbe, vestito con abito domenicano. A mezzo busto, di tre quarti, regge con la sinistra un volume chiuso, con la destra solleva le catene, suo tradizionale attributo iconografico.

Il dipinto, di discreta qualità, anche se di tono spiccatamente devozionale, fa parte di un ciclo, di identiche dimensioni e attribuibile alla stessa mano, che decora le pareti laterali della chiesa di S.Antonio. E’ interessante e non priva di significato la presenza di un santo domenicano in una chiesa annessa originariamente ad un monastero francescano.
SAN MATTEO E L’ANGELO, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 85X58
San Matteo è raffigurato a mezzo busto, con radi capelli e barba bianca. Veste una tunica marrone e un manto color senape e stringe con la sinistra un bastone. Alle sue spalle un Angelo, in tunica verde e manto rosso, in atteggiamento docente. Fondo scuro.

Il dipinto, di discreta qualità, è stato rozzamente alterato, in epoca imprecisata, da ritocchi blu nel fondo, nel tentativo di mascherare gli strappi. Stilisticamente si può collocare nell’area di diffusione, in provincia, del noto modello caravaggesco, peraltro banalizzato.
SANTA ROSA DA LIMA, sec. XVII
Ignoto pittore meridionale
Olio su tela cm 100X75
Santa Rosa, raffigurata a mezzo busto, indossa veste monacale marrone, su cui spicca il soggolo candido. D’aspetto giovanile, regge leggermente con le mani un pannicello colmo di rose. Di rose è incoronata anche la testa aureolata. Fondo grigio.

Il dipinto, di tono pesantemente devozionale, fa parte di un ciclo di identiche dimensioni e attribuibile alla stessa mano, decorante le pareti interne della chiesa di S.Antonio. cronologicamente esso si situa nella prima metà del XVII secolo.
IL SOGNO DI SAN GIUSEPPE, sec. XVII
Ignoto pittore lucano
Olio su tela cm 85X60
San Giuseppe, vestito con tunica verdastra e manto color senape, e col tradizionale bastone gigliato, è assopito. Dietro di lui, un Angelo apparsogli in sogno punta l’indice verso la direzione da seguire.

Il dipinto è databile al secolo XVII e ascrivibile ad un ignoto pittore lucano dal tratto alquanto legnoso. Mediocri le condizioni di conservazione.
Polittico dell'altare - Convento di S.Antonio
Antonio STABILE



di Rossella Villani - © Regione Basilicata



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